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mercoledì 20 febbraio 2008

You'll never walk alone


Gli Earth radunano un nutrito pubblico. Sì, anche nel senso di "ben pasciuto" - basta la prestigiosa presenza della redazione di Solo Macello per alzare la percentuale di massa grassa degli astanti. Sir Richard Bishop spagnoleggia alla chitarra senza emozionare per sei ore - o almeno così mi è sembrato (diciamo che è stato una palla, via) quindi ci si trastulla fra birre e progetti di conquista militare del Vaticano. Gli Earth invece mantengono le promesse, ronzano come si deve e io sono in adorazione per il suono meraviglioso del loro piano elettrico. La batterista si muove con la sollecitudine del bradipo, non credo sia facile tenere dei tempi così lenti con la necessaria precisione. Nel video stavolta sono riuscito a beccare il momento topico: l'unico in cui hanno tirato fuori il trombone. Tra l'altro questa canzone è una bonus track che compare solo sulla versione in vinile del loro disco nuovo, quindi c'è della pettineria©. Credo anche di poter meglio congetturare sull'assenza dalle scene di Dylan Carlson (quello con berrettino, baffazzi e chitarra) fra il 1996 e il 2005: quei tatuaggi lì dicono "galera". Il titolo di questo post ha senso solo se prima dei concerti trepidavate davanti al megaschermo.

martedì 19 febbraio 2008

Guardare il muschio crescere


Quando un gruppo suona musica così lenta ed estatica deve mettere in conto che anche la diffusione di tale musica proceda con la stessa lentezza. La lentezza inarrestabile della natura. Gli Earth esistono dal 1990 ma nello scorso decennio se li cagavano solo pochi intimi, tant'è vero che nel 1996 smettono e vanno in letargo fino al 2005. Un gruppo dello stesso paese dei Nirvana che non suonava grunge, figuratevi che impatto poteva avere in un mondo abituato a ragionare per compartimenti stagni. Nel nuovo millennio invece è emerso il cosiddetto drone doom. L'unico genere che a mio parere valga la pena seguire oggi, l'unico sound che sembra "indicativo di un'epoca" (ho sentito di sfuggita la parola "Radiohead" - bè, ne riparleremo nel 2025, se qualcuno ancora li ricorderà). Arrivano i Sunn O))), altri musicisti malati che non farebbero i tour mondiali se non avessero indovinato la pastura per prendere all'amo i metallari: pitturarsi la faccia e fare le corna (senza questi vezzi comportamentali ai metallari farebbero schifo). I Sunn O))) dicono che gli Earth sono la loro principale fonte di ispirazione. Basta questo perchè i nostri escano dal più scardinato dei trailer park dove sicuramente avranno passato gli ultimi dieci anni (non bisogna ragionare in questo modo - magari facevano i broker a Wall Street, ma l'immaginario del musicista fallito mi piace) e si rimettano a fare dischi e concerti. Il fatto è che oggi gli Earth non fanno drone doom. Sono più - uhm - "atmosferici". Termine che non vuol dire un cazzo, perchè il ronzio dei loro strumenti sfonda i barometri e se tirano fuori il trombone (non quello che si fuma) saranno cazzi per i vostri timpani. Pressurizzano l'ambiente e favoriscono una rapida crescita di muschi e licheni. Occhio al supporter, chitarrista folk fulmineo che suonava con i Sun City Girls finchè non si sono sciolti causa decesso del batterista. Un altro che di sfiga se ne intende, se gli Earth hanno dovuto aspettare quindici anni per un minimo riconoscimento del loro lavoro questo è in giro da ventisei guadagnandoci poco o un cazzo, con circa sessanta (!) album usciti a nome Sun City Girls e quattordici a nome Sir Richard Bishop. Abnegazione.

EARTH + SIR RICHARD BISHOP
CIRCOLO MAGNOLIA (SEGRATE)
19 FEBBRAIO 2008
h. 22:00
ing. 10 € con tessera ARCI

giovedì 1 novembre 2007

1

Di questi tempi vanno molto dei gruppi di merda che incrociano il country con l'emo e i ciuffi: Bright Eyes, Okkervil River... ominicchi che Johnny Cash userebbe come bersagli mobili per la sua doppietta Winchester. I Black Heart Procession invece sono sì emotivi, country e romantici (mettono la parola "cuore" in sette titoli su undici) ma non si crogiolano nel piagnisteo, anzi, fanno calare sul vostro ascolto una cappa plumbea, la caligine della disperazione. Questo è il loro primo album, non il migliore ma il più difficile da trovare. Un ottimo ascolto per il giorno dei morti, e visto che siamo in tema ecco una bellissima galleria di foto di fantasmi non confutate e ritenute inspiegabili.

THE BLACK HEART PROCESSION
1
HEADHUNTER HED-080 (1998)
320 kbps

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