Zen Arcade
Quando si ha nelle orecchie un disco come Zen Arcade cambiano le unità di misura e la prospettiva. Perchè un tale concentrato di talento ridimensiona almento tre generi. E' un disco hardcore (ma non tutto), suonato con più di due accordi e con gli assoli (orrore!), quindi ai punk dell'epoca faceva schifo. E' un disco metal, a tratti, ma i metallari non lo sanno perchè non c'è il diavolo in copertina, tantomeno una scritta in caratteri gotici. E' un disco indie, pubblicato dall'etichetta più indie di sempre, ma nel 1984 il termine non esisteva, tantomeno gli indieoti (non oso dire bei tempi, c'erano i panozzi). Tre sfigati provenienti dal gelo operaio del Minnesota, con un nome strano, che all'epoca qualcuno sosteneva volesse dire porco dio in norvegese, purtroppo no, vuol dire ti ricordi in norvegese, ma è un bel nome lo stesso. Gli Hüsker Dü nei posti punk non li facevano suonare perchè si presentavano vestiti da boscaioli con le camicie a quadrettoni, e sappiamo tutti quanto successo hanno avuto i gruppi con la camica a quadrettoni solo qualche anno dopo. Gente che è arrivata prima di tutti gli altri, gente che non si è accontentata di sistemarsi tra le pareti familiari di un genere codificato, al calduccio. Signori, che disco. Dedicato a chi si è accorto dell'esistenza della droga con i Prozac+ (se è vero i tempi sono duri, durissimi).
HÜSKER DÜ
ZEN ARCADE
SST CD027 (1984)
320kbps
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