giovedì 31 maggio 2007

La serata si svolgerà stasera / 11

Si sa, l'estate, col caldo e l'afa, è la situazione ideale per la manifestazione delle malattie mentali. Non fa ancora caldo-caldo, ma i casi più gravi stanno già venendo alla luce. Non ti è chiaro? Leggi qui!

· Unico nel suo genere, ogni anno si risveglia con un look completamente nuovo ma sempre attento alle nuove tendenze per soddisfare i gusti del suo pubblico. Un’oasi verde, dove bianchi divani dai colori mediterranei invitano la clientela a godersi l’aperitivo fino all’imbrunire... [ti consiglio di comprare un utile saggio, "Impara a riconoscere i colori con Winnie The Pooh" ndr]

· Lo spettacolo sarà una rappresetazione dei sette vizi capitali e saranno composti da un'animazione base formata da 7 modelle-animatrici con costumi scenografici ognuno per ogni singolo vizio. Il rito d'iniziazione della serata sarà dato dalla regina la quale seduta in una posizione centrale sul suo trono e scortata da body guard con ghepardi vivi si alzerà e darà il via alla serata. [è ora di rimettere in funzione i campi di concentramento ndr]

· Dopo 6 mesi di duro lavoro e studio di fattibilita abbiamo creato una serata "esclusiva", qualcosa che ancora manca nello scenario delle notti milanesi. La location è ***, che verrà completamente stravolto e riallestito. Cornice di ispirazione: un salotto vero e proprio per un appuntamento carico d’atmosfera. Nulla è lasciato al caso, tutto è esaltato dalla spettacolarizzazione. Animazione e coreografia ibizenca, costumi unici, scenografie che vi lasceranno a bocca aperta!! Non avete idea del tipo di cose a cui assisterete... Presenza di personaggi noti nella musica e nello spettacolo. [rettifico: è ora di rimettere in funzione il Colosseo, con i leoni ndr]

· Milano come crocevia europeo, ponte ideale tra l’abbondanza ritmica e melodica latina e mediterranea e la tendenza purista e minimalista dei suoni provenienti dalle grandi capitali europee e dai paesi del sol levante, in bilico tra i nuyorican Dope & Gonzales e i viennesi Kruder & Dorfmeister, Milano sospesa tra un valzer svedese dei Koop ed una milonga dei Gotan Project, Milano fredda e perfetta come un funk dei berlinesi Jazzanova [...e tutto questo svanirà come lacrime nella pioggia. è tempo di morire ndr]

· Oltre alla creatività, le materie prime di questo coquetel esplosivo: la gentilezza e il servizio. [come al solito, la gentilezza è considerata un optional ndr]

martedì 29 maggio 2007

Ummagumma

Un disco che tutti dovrebbero avere ma che qualcuno sicuramente non ha. Ecco cosa ne ho scritto qualche tempo fa su rateyourmusic.com:

Il disco che chiude la prima parte della carriera dei Pink Floyd. Volendo essere più categorico, potrei dire tranquillamente “il disco che chiude la carriera dei Pink Floyd”. Dopo, le loro composizioni hanno conosciuto sia uno straordinario incremento di popolarità quanto un uguale e contrario calo di creatività accompagnato da spocchia, inutili album concettuali e megaconcerti dai costi proibitivi per chiunque altro. Degli album successivi salvo solo Meddle, il sottovalutato Atom Heart Mother e la colonna sonora Obscured by Clouds. Mi attirerò le ire di tutti gli ex boy scout che credono che la scontata pomposità di The Dark Side of the Moon e The Wall abbia cambiato loro la vita, ma chi se ne frega, preferisco ascoltare un gruppo che ha inventato una psichedelia cattiva e inquietante (mai più eguagliata e malissimo imitata), che ha incrociato la traiettoria imprevedibile del genio malato di Syd Barrett, che ha ottenuto a tratti risultati paragonabili a quelli di Krzysztof Penderecki, Béla Bartók e György Ligeti, tra i maggiori compositori del Novecento. I Pink Floyd sono stati tra i primi a includere nel rock accezioni colte, estranee alla musica popolare (che comunque non rinnegano), con un approccio mai scontato, privo di presunzione, senza perdersi in superflui tecnicismi. Hanno inoltre apportato migliorie tecnologiche e scenografiche allo spettacolo del rock: le casse acustiche che compaiono nello splendido film-concerto Live at Pompeii (che oggi sembrano assolutamente normali) all’epoca erano considerate gigantesche, quasi eccessive. Ummagumma è diviso in due parti. La prima comprende esecuzioni dal vivo di tre cavalli di battaglia tratti dai primi due album (The Piper at the Gates of Dawn e A Saucerful of Secrets) e di un inedito (Careful With That Axe, Eugene), la seconda raccoglie brani composti singolarmente dai membri del gruppo, come a voler decretare lo status di autore di ogni Pink Floyd. Un atteggiamento che col tempo, purtroppo, sarà fagocitato dall’ego di Roger Waters e David Gilmour.

Astronomy Domine: l’attacco di chitarra è fuori dal tempo, l’atmosfera cosmica precorre il krautrock, la curiosa melodia vocale è diversa da tutto il rock precedente (qui c’è ancora l’apporto compositivo di Syd Barrett). Ci sono elementi del progressive rock che verrà, intermezzi pastorali di organo. I crescendo su cui vive questo brano risulterebbero moderni oggi (i Godspeed You! Black Emperor ci hanno costruito una carriera e non sono mai stati così incisivi).

Careful With That Axe, Eugene: il basso disegna un teatro di inquietante attesa, organo e voci descrivono un assolato tramonto. Quando il sole scompare dietro le colline, cedendo il passo alla penombra, esplode l’orrore. Eugene e la sua ascia scuriscono il cielo rosso di crepuscolo col rosso del sangue fresco, David Gilmour e la sua chitarra osservano compiaciuti. Dopo il raptus di violenza, torna la quiete e i piatti di Nick Mason sembrano rugiada che stilla sui fili d’erba, come se nulla fosse accaduto. Giustizia è fatta.

Set The Controls For The Heart Of The Sun: le percussioni dettano i tempi di un rito ancestrale che si svolge nel più folto del bosco, i toni sono dapprima stilizzati, quasi ieratici, ripetitivi, ipnotici. Poi si scatena il sabba. Lampi di luce lunare su una scena bestiale che mai si vorrebbe vedere. Una straordinaria atmosfera orrorifica con uno fra i titoli più belli di sempre.

A Saucerful Of Secrets
: uno dei brani floydiani più sottovalutati. Che bello quel suono di tastiera. Qui si allontanano del tutto dal rock. Bordate noise degne di Krzysztof Penderecki o dei Sonic Youth. Classica contemporanea? Psichedelia free form? Molto evocativo il mantra percussivo centrale, su cui gli altri strumenti sono liberi di inventare. Come mai i Pink Floyd hanno lavorato così poco per il cinema? Il tema di organo che determina il finale, potentissimo e malinconico, è ideale per verificare la qualità dei vostri woofer. Occhio al volume, se non sono più che buoni potrebbe sfondarli. Se invece sono buoni, nascondete le cristallerie.

Sysyphus: Richard Wright, il più schivo e intellettuale dei Floyd, propone questo lungo brano in quattro movimenti, introdotto da un altisonante tema di organo (primo movimento) e sviluppato da un pianoforte dalle timbriche astratte e concitate, accompagnato solo da qualche tocco di batteria (il secondo movimento termina rombando nel riverbero, il terzo in una sfuriata di fiati quasi free jazz). Il lungo quarto movimento si apre con un’atmosfera di bucolica tranquillità con tanto di cinguettio di uccelli (il tema di tastiera mi suggerisce addirittura la natalizia Astro Del Ciel!), per poi improvvisamente piombare nel terrore. L’organo rumoreggia a nervi scoperti riproponendo nel finale la melodia di apertura. I fan di The Wall diranno che questa non è musica. Siamo, ovviamente, su tutt’altro livello.

Grantchester Meadows: Ancora una piacevole sensazione di immobilità campagnola, con cinguettii e ronzii d’api. Roger Waters canta e suona la chitarra comodamente stravaccato sotto una quercia. Il lato più folk e tradizionalista dei Floyd, tutto acustico, una canzone “normale”, un momento rilassante (e molto britannico) all’interno di un disco che disorienta tanto è avanguardista e ricercato.

Several Species Of Small Furry Animals Gathered Together In A Cave And Grooving With A Pict: I versi degli animali sono protagonisti di una composizione disturbata, totalmente folle, probabilmente fatta con dei nastri mandati in loop. Bisognerà aspettare Aphex Twin (più o meno) per riascoltare qualcosa del genere. Emerge un sottofondo magico, ancestrale, legato in qualche modo ai poteri segreti della natura. Anche qui, i fan di The Wall diranno che non è musica.

The Narrow Way: David Gilmour nasce come chitarrista blues e si sente. Ancora belle atmosfere pastorali sottolineate da una chitarra acustica e punteggiate di effetti psichedelici (prima parte), poi si accendono i distorsori e parte un riff di chitarra inquietante, claustrofobico, quasi sabbathiano, che sfocia in un vortice di rumori (seconda parte), per concludere con 6 minuti che anticipano molto del lavoro futuro (The Dark Side of the Moon è già tutto qui): voci aeree, melodie decadenti e austere. Brano eccellente, ignorato dai più (d’altronde è nascosto in fondo a un doppio album). Non il migliore di Ummagumma, ma ci sta. E la terza parte potrebbe far ricredere molti sull’effettivo valore dei dischi successivi.

The Grand Vizier’s Garden Party: un piffero orientaleggiante introduce e conclude il pezzo composto dal batterista Nick Mason. Percussioni e drones proto-elettronici (curiosamente a bassa fedeltà), che al di là del titolo non mi evocano tanto la festa nel giardino di un Gran Visir, tra baiadere e broccati, quanto le diavolerie di un maldestro alchimista alle prese con alambicchi, pietre filosofali e omuncoli. Certa elettronica di ricerca ha fatto lo stesso circa venticinque anni dopo: ritmi privi di regolarità e improvvisazioni tastieristiche.

Una disamina fin troppo lunga per dire che Ummagumma ha lasciato un segno forte nell’ambito della musica del Novecento. In quanto a stupidità del titolo è stato superato qualche anno dopo solo dal "Gabba Gabba Hey" di Ramonesiana memoria: ma che importa.

PINK FLOYD
UMMAGUMMA
HARVEST SHDW 1/2 (1969)
VBR

tracklist here
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lunedì 28 maggio 2007

Angry young men

I Mojomatics sono una via di mezzo tra James Bond e Mr. Bean: l'eleganza del primo e le pettinature del secondo. Tutto diresti tranne che facciano i rocker, potrebbero essere i segretari del vescovo, e invece, spaccano con una scioltezza che in Italia non si è mai vista, ridicolizzando varie formazioni a due ben più famose e dai natali più appropriati: i White Stripes e i Twenty Miles, per dirne un paio. Sartoria britannica e sudore del Mississippi. Il loro concerto nell'ambito di un'anteprima di festival, in un locale pieno come un uovo di quaglia con due tuorli. Non ho fatto in tempo ad entrare che mi hanno messo in mano due free drink. Così si fa. Chiunque si accorgesse, improvvisamente, leggendo queste righe, di aver sviluppato in zona anale uno strano peduncolo fibroso (volgarmente detto "coda di paglia"), è pregato di lamentarsi altrove. E mi ringrazino quelli che hanno suonato dopo (me ne sono andato causa fucaggine), che avrei potuto parlar male di loro gratuitamente.

sabato 26 maggio 2007

Confidential

Stasera al Rocket anteprima del MiAmi. Suoneranno i Mojomatics che si vestono molto peggio di come suonano, sono veneti e sanno come si fa il rock'n'roll (in due, per di più), e i Death Of Anna Karina che sono molto più celebrati ma secondo me valgono poco, il solito emo-indie-noise con pretese intellettuali, che si lamenta senza un perchè, che a volte picchia ma non toglie mai il piede dal freno. Tanto avrò parecchia gente con cui parlare mentre suonano.

The Death Of Anna Karina + The Mojomatics
Rocket (Mi)
26 maggio 2007
h. 22:30
ing. libero

venerdì 25 maggio 2007

Country death song

I Violent Femmes suonano meglio adesso di quindici anni fa. Tenuto conto che il repertorio è esattamente lo stesso (non hanno disdegnato neanche un cavallo di battaglia). Per alcune canzoni si presentano in formazione allargata con un sassofonista decrepito, un secondo chitarrista e gli Zen Circus (che già avevano spaccato in apertura di concerto - come se non bastasse poter pubblicare un disco con Brian Ritchie, Jerry Harrison dei Talking Heads e Kim Deal dei Pixies, il bassista ha avuto pure la soddisfazione di suonare Gone Daddy Gone insieme ai suoi idoli). Gordon Gano rinuncia al suo look da magüt in pausa pranzo (canotta bianca a costine bucata e sporca di sugo) in favore di un camicione arancione da condannato a morte. Pubblico variegato e entusiasta fra i venti e i cinquant'anni, cantavano tutti, saltavano tutti. Gli anziani che pogano con foga sono impagabili, tra loro il sottoscritto. La foto che vedete sopra è un adesivo incollato sulla scatola che un percussionista usa per rimpolpare la scarna batteria di Victor DeLorenzo (rullante, timpano e un piatto non sempre bastano). Ho sentito gente dire "finalmente un vero concerto". Mi associo.

giovedì 24 maggio 2007

W Pippo

Ecco, la squadra più titolata del mondo. La rubrica pallonara a senso unico va in vacanza, se ne riparla a settembre. Niente Black Lips causa traffico immondo e festaiolo dalle parti di piazzale Loreto. Se mi riprendo dalla gaìna stasera sono ai Violent Femmes.

Violent Femmes + The Zen Circus
Rolling Stone (Mi)
24 maggio 2007
h. 21:00
ing. € 18

Vorrei anche portare alla vostra attenzione il simpatico evento che lo stesso locale ha in programma per il 25 maggio.

mercoledì 23 maggio 2007

Labbra rossonere

Prima la partita, poi la festa di una rivista che eleva vomito e scaracchi a fenomeni culturali, a espressione di una generazione. Per farlo prevede open bar alcolico. Qualunque sia il risultato della partita tale espediente sarà apprezzatissimo dal vostro Fuco. Ottimi a vedersi i Black Lips (che sanno essere anche molto più fuori e ignoranti di quello che vedete sopra), degli altri non voglio nemmeno sapere il nome. Prima però la partita. La Partita. LA PARTITA.

VICE 2nd Birthday Party feat.
The Black Lips
120 Days
Pulling Teeth (dj set)
Congorock (dj set)
Rolling Stone (Mi)
23 maggio 2007
h. 23:00
ing. libero con invito (ve lo pigliate qui ma tanto entrano tutti)