mercoledì 30 gennaio 2008

I got a thing inside my pocket. It's rock'n'roll


Ieri nel descrivere il declino della carriera di Jon Spencer mi sono dimenticato di citare la mossa più recente e imbarazzante. Molti ne hanno parlato con disgusto. Acne di Zanzara va oltre l'indignazione e il piagnisteo ("indignazione" e "piagnisteo" sono gli autori del 99% dei blog italiani - tutto loro scrivono), e vi permette di toccare con mano l'oggetto misterioso. Capirete che il buon Spencer si limita a fare "woo-hoo" un paio di volte e - forse - a suonare la chitarra. Troppo poco per il linciaggio.

Il nostro sul palco conferma quanto ho anticipato: è sempre un gigione animato dal fuoco del rock'n'roll - non è più (ovviamente) una delle punte di diamante del rock mondiale, fa il verso a sè stesso. Continuerà finchè campa a raccogliere consensi entusiastici nelle più sperdute provincie dell'impero (tipo Italia) ma gli hotel cinque stelle ormai appartengono al passato. Gli Heavy Trash sono in tour con un catorcio di furgone e con una backing band che fa il doppio lavoro, The Sadies.

I Sadies, canadesi di Toronto, sono uno di quei gruppi che impazzano alle feste di capodanno nell'Alberta. Country-rock-surf-folk-psych suonato a memoria, tecnica prodigiosa infarcita di assoli velocissimi e anche una discreta personalità compositiva. Questi stakanovisti prima fanno il loro onesto concerto, professionale, divertente e impreziosito nel finale da un numero da circo mai visto prima: un chitarrista suona i tasti della chitarra dell'altro chitarrista, e viceversa, continuando contemporaneamente a pennare sulla propria - le due chitarre suonano melodie diverse. Bisogna vederlo per capire esattamente come funziona, ho cercato di filmarlo ma come al solito quando compare lo yeti si scaricano le pile - mannaggia. Poi suonano con i due Heavy Trash, e Jon Spencer dovrebbe dedicare ai Sadies le stesse attenzioni che ha dedicato al microfono, per ringraziarli di aver salvato la sua esibizione da un immediato oblio. Comunque il rock'n'roll tradizionale lo sa fare, eccome.

8 commenti:

kindsaluv ha detto...

ahah ci sono rimasto male mi aspettavo una secchiata di yeah! riversate sul nostro "ragazzo di vita" nazionale. peccato che non vengano a firenze, sarei andato volentieri a vederlo. senti, parlando di cose importanti, al buffet (perchè che immagino tu sia andato al buffet dopo il concerto no?) c'era mica la signora spencer?

fuco ha detto...

non c'era buffet. nemmeno quella topa colossale della signora spencer. sempre che sia ancora la signora spencer.

Niccolò ha detto...

C'entra meno del guano dei canarini di luigi onofri, eppure ti domando: conosci "Pandelirium" dei Th' Legendary Shack Shakers?

fuco ha detto...

so che sono un gruppo rockabilly ma non li ho mai ascoltati.

Niccolò ha detto...

Piu' o meno... diciamo che sono rockabilly come potrebbero intenderlo i Rocket From The Crypt impestati coi Dead Kennedys. Piu' o meno. Provali, almeno con "Pandelirium" che e' bellissimo - gli altri non so.

Anonimo ha detto...

credo che l'interpretazione di Jon aL music Drome sia stata grandiosa, per non parlare sdi quanto sia figo lui

Anonimo ha detto...

concordo pienamente con quanto detto dall'anonimo...jon spencer ha fatto un buon concerto, per quanto riguarda i sedies, ho trovato alcuni pezzi un pò troppo country per le mie orecchie.
comunque jon rimane sempre un gran pezzo di figo

fuco ha detto...

cari anonimi, anch'io mi sono divertito a jon spencer, che quando ci si mette è sempre lui, ma se l'avete visto ai tempi d'oro della blues explosion sapete già che era tutta un'altra cosa. se non l'avete visto ve lo dico io. ha tutte le attenuanti possibili, comunque.