lunedì 10 dicembre 2007

Misteri del libero mercato

Prima di tutto bisogna capire come mai gli Enon (che per venire a suonare qui devono attraversare un oceano) hanno suonato gratis e i Mojomatics (che per venire qui devono attraversare solo mezza Padania) hanno voluto 8 Euro. Fatto sta che i primi hanno attirato trenta persone e i secondi centocinquanta. La logica vorrebbe che i Mojomatics fossero molto più bravi e celebri degli Enon, ma non è così. Sono bravi entrambi e la celebrità abita proprio da un'altra parte. Entra in gioco l'atteggiamento del pubblico italiano, che al contrario di quanto accade in qualunque altra nazione (al concerto si va soprattutto per la curiosità di vedere qualcosa di nuovo), preferisce andare sul sicuro e rivedere quello che già conosce. Over and over. Altrimenti non si spiegherebbe come fa Vasco a riempire gli stadi da più di vent'anni proponendo spettacoli patetici. I Mojomatics meritano tutto il rispetto e l'appoggio possibile, sanno spiegare ai giovincelli cos'è il rock'n'roll, sanno tenere il palco alla grande con una formazione e una strumentazione davvero minime, sono pure creativi riuscendo a mettere insieme il blues del delta col mod inglese alla Jam. Il batterista è come la 'ndrangheta ("una cosa piccola piccola, ma che tiene su tutto"). Però non riesco a spiegare il divario di spettatori se non con la poca voglia di mettere il naso fuori di casa al martedì.

sabato 8 dicembre 2007

Se ti senti triste...


...perchè oggi è la festa della Madonna, ho quello che fa per te. Rag For A Sad Day dei Mojomatics, canzone che ritengo molto appropriata in quanto questi due rocker vengono dal Veneto, terra che ha dato al mondo numerosi e convincenti sostenitori della natura suina della divinità. Sarebbe festa, ma siccome è sabato non conta e i lavoratori lo pigliano in culo ancora una volta. Lavoratori, non disperate, almeno suonano i Mojomatics: festa doppia. Ok, a Milano vengono a suonare 4 o 5 volte all'anno, curiosamente in concomitanza con le più popolari feste comandate. Quanti ce ne sono in Italia che suonano così? Ok, l'audio fa schifo ma vi garantisco che altri non ce ne sono. Approfittatene, finchè durano. Ok?

The Mojomatics
The Garage (Sesto S. Giovanni)
8 dicembre 2007
h. 21:30
ing. non si sa + tessera 5 €

giovedì 6 dicembre 2007

Remixodelica

La Kamchatka fino ad oggi era nota solo per essere un territorio del Risiko. Ma pare che ci siano dei pazzi che surfano nel mare di Bering. Molti litri di vodka vi eviteranno di affrontare l'acquisto di una muta invernale, per quanto riguarda la colonna sonora niente di meglio dei Нож Для Frau Müller. Tradotto: Messer Für Frau Müller, ovvero Un Coltello Per La Signora Müller, ovvero un side project dei Messer Chups, ovvero i Man... Or Astro-Man! di San Pietroburgo. Questa è una compilation in cui i Нож Для Frau Müller remixano se stessi utilizzando vari pseudonimi: ben pochi i contributi esterni. Il risultato è forse più adatto per surfare su un lago di sangue che sui gelidi mari artici. Da parte mia me ne frego e lo ascolto in poltrona.

Нож Для FRAU MÜLLER
REMIXODELICA
MOON MR 1125-2 (2005)
192kbps

tracklist here
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mercoledì 5 dicembre 2007

Edifici visibili dallo spazio

Indicato dalla freccia potete vedere l'ingresso del Garage di Sesto S.Giovanni fotografato dal versante orientale. Notare anche l'edicola che lo occulta a chi arriva dall'altro lato. Potrebbe benissimo fregiarsi del titolo di "Milan's best kept secret" perchè o sai dov'è o non lo troverai nemmeno se piangi. Per vedere l'ottimo concerto degli Enon si sono presentati in una trentina, probabilmente tutti inquilini del condominio che sovrasta il locale, gli unici che possono conoscerne esattamente l'ubicazione. Ingresso gratuito. Come tutti sanno, il modo migliore per riempire un locale è annunciare un ingresso a pagamento e non dire a nessuno che invece l'ingresso è gratuito. Cazzi degli organizzatori e meglio per il pubblico (apatico purtroppo, ma siamo a Milano, non a Salvador De Bahia), perchè se nel Garage ci sono più di trenta persone il concerto non si vede. Il palco è alto quattro centimetri e mezzo. Bando alle critiche, perchè il Garage è senza dubbio il posto più rock'n'roll della città. C'è il calcio balilla e al cesso si tira la catena come si faceva una volta.

Probabilmente ispirati dal mood scrauso della location, gli Enon non hanno fatto quello che mi aspettavo. Niente tastiere, solo chitarre, college rock 1986/88, ma sono io ignorante che non ho sentito il loro ultimo album dove hanno abbandonato quasi del tutto lo zucchero filato pop e vanno giù diretti di distorsione come se la SST non fosse mai morta. Revival, ma competente. La bassista giapponese ogni tanto tira la zappata o va fuori tempo, deve guardare il basso per capire dove mettere le mani (è così indie!), ma sappiamo tutti che è lì perchè femmina e giapponese, non perchè bassista. Schmersal invece spinge sui pedali che nemmeno Fausto Coppi sul Pordoi. Che bello sentire dei rocker che sanno ancora come si scrivono le canzoni (no, non ne sbagliano nemmeno una, e picchiano). Peccato che saper scrivere le canzoni (e picchiare) sia la cosa più fuori moda che esista.

martedì 4 dicembre 2007

Luoghi comuni dell'indie rock


Luogo comune n.1: avere una bassista femmina. Luogo comune n.2: se oltre ad essere femmina è pure giapponese e gli altri membri del gruppo non lo sono, la credibilità indie-pendente raggiunge valori vertiginosi. Gli Enon possono mettere la crocetta su entrambi i luoghi comuni ma non sono un gruppo di merda. Non fanno solo filastrocche carine come quella del video (vedi qui), non per niente il loro leader è tale John Schmersal che si è fatto le ossa in un gruppo che spaccava negli anni 90, i Brainiac, probabilmente i primi ad usare le tastierine di plastica in un'epoca in cui nell'indie rock andava di moda la formazione solo chitarre e se non avevi solo chitarre eri un ricchione. Dopo aver contribuito a sdoganare la tastiera presso il pubblico eterosessuale (escludendo il modello a tracolla), Schmersal fonda gli Enon, che non sarà un gruppo di importanza fondamentale ma, fregandosene di stili e tendenze, scrive canzoni che ti prendono all'amo, trasformandoti in un boccalone. Stasera in un locale che quando arrivo io si nasconde.

Enon
The Garage (Sesto S. Giovanni)
4 dicembre 2007
h. 21:30
ing. 10 € + tessera 5 €

lunedì 3 dicembre 2007

Ignoranza vs arte contemporanea / 3

Avevo lasciato in sospeso la mostra di arte contemporanea hindustana autentica®. Avete ancora più di un mese di tempo per buttare 6 euro nel cesso. Ecco un elefante realizzato in resina, forse dorme, forse è morto non si capisce, però è ben fatto, molto realistico (qui e qui altre immagini). Fin qui tutto normale. Peccato che l'elefante sia
completamente ricoperto di spermatozoi. La foto è mossa e fuori fuoco (non sono capace e credo fosse pure proibito fotografare - ci fanno i poster, con questa roba?), ma la forma di questi girini bianchi e scodinzolanti mi sembra inconfondibile. Ora mi chiedo quali fantasie sessuali alberghino nel cranio sottovuoto di questo "artista". Bisogna dire che gli elefanti in India hanno una vita movimentata. Ma se arrivi a praticare il bukkake elefantino devi essere veramente appezzi®.

sabato 1 dicembre 2007

Voodoo Suite

L'esotismo della giungla, pappagalli e puttane, grida ferine e bettole infime, liquori torcibudella e scommesse ai dadi, paludi inesplorate e marinai alcolizzati, galeotti evasi e tagliatori di teste del Mato Grosso, navi negriere e tamburi nella notte, Mister No contro l'Uomo Mascherato, Pantera Bionda contro gli adoratori dell'idolo cannibale, fiumi misteriosi e piante carnivore giganti, tarantole pelose e masticatori di foglie di coca. Cuore di tenebra. E' tutto qui dentro.

PÉREZ PRADO
VOODOO SUITE (PLUS SIX ALL-TIME GREATS)
RCA VICTOR LPM-1101 (1955)
96 kbps (mono)

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