Allora: escludiamo subito le motivazioni calcistiche in quanto i colori della scritta non corrispondono a quelli della Maggica. Poi un romanista autentico si sarebbe espresso nel suo vernacolo, scrivendo magari Lazzie merda de Roma. Quindi l'insulto non è rivolto alla Lazio, ma al Lazio. Impossibile capire cosa o chi ci sia dietro questa campagna denigratoria nei confronti del paese della porchetta, tenuto conto che
· il nemico è all'interno, e ogniqualvolta mette piede in provincia deve per forza calpestare la cacca. Roma, città assediata dagli escrementi.
· l'adesivo è plastificato, realizzato professionalmente: non è fatto in casa con la stampante, sono stati spesi dei soldi. Perchè?
· rappresenta un modello rivoluzionario di odio: non è "nord contro sud", una città contro un'altra, una situazione da derby o la comprensibile "provincia contro grande città" ("se la tirano").
Insomma, intorno a questo adesivo aleggia il mistero. Visto in un autogrill sulla A1, in Toscana, se ben ricordo.
Anno nuovo vita vecchia. Gli uffici stampa continuano a suscitare ilarità col loro indispensabile lavoro. Non ti è chiaro? Leggi qui!
· Pantaloni da paracadutista e canotte nelle gradazioni del grigio asfalto e del nero tinto, combats con fibbie e stringhe, giubbotti army-techno in nylon o pelle martellata definiscono lo stile di Eros e si armonizzano a pieno con lo scenario apocalittico dello stage [ma per quale cazzo di motivo Ramazzotti si esibisce in uno scenario apocalittico??? ndr]
· Se non riusite a raggiungermi in uno di questi appuntamenti vi rimane solo un’ultima possibilità… seguirmi in una delle interminabili samb-house in programma tutto l’inverno in Brasile? [mica mi chiamo Ronaldo ndr]
· Sensuale e selvaggio il giacchino di cavallino ebano con lunghe frange di crine di kiddassia e interno di tartan di taffettà tie-and-dye color ametista. [o è in pelle di palle di feto di panda o niente ndr]
· Ecco, l’immagine svela poco e niente, vuole aumentare la curiosità nei nightclubber, trasforma, ancor più di un tempo la proposta. E’ disco bar, è discoteca, è teatro con spettacolo, tv, è carnevale, è coinvolgimento globale. E’ tutto insieme, dai bagni alle postazioni per servire il pubblico, con barmen & barwoman mascherati, ballerini, streep teaser, cantanti, attori che vi stupiranno davvero! [difficile che possa agghiacciarmi più di quello che scrivi ndr]
· Saranno presenti infatti varie agenzie di moda e il tutto correlato e arricchito dalla musica nella main room a partire dalla mezzanotte dando un tocco ceel-out alle cene presenti fino a quel momento! [dopo aver letto questo comunicato stampa alcuni pescivendoli della Vucciria hanno chiesto l'iscrizione all'ordine dei giornalisti ndr]
Il compito del blogger medio all'approssimarsi di capodanno è la compilazione delle "classifiche di fine anno". Non sono in grado di stilare una classifica dei migliori dischi o dei migliori film, perchè come succede da almeno cinque anni a questa parte per farlo dovrei elasticizzare a dismisura il mio concetto di "migliore". Avrei potuto fare quella dei migliori concerti ma poi mi sono chiesto che cosa può fregarne a chi non li ha visti: niente (in realtà la classifica l'ho fatta: ma per leggerla dovete andare in trasferta). Ho quindi deciso di sottoporvi una classifica (sono tutti a pari merito) di chi nel 2007 ha smesso di creare. Accogliete l'anno nuovo con la consapevolezza che senza questa gente il 2008 sarà sicuramente peggio.
Quando si ha nelle orecchie un disco come Zen Arcade cambiano le unità di misura e la prospettiva. Perchè un tale concentrato di talento ridimensiona almento tre generi. E' un disco hardcore (ma non tutto), suonato con più di due accordi e con gli assoli (orrore!), quindi ai punk dell'epoca faceva schifo. E' un disco metal, a tratti, ma i metallari non lo sanno perchè non c'è il diavolo in copertina, tantomeno una scritta in caratteri gotici. E' un disco indie, pubblicato dall'etichetta più indie di sempre, ma nel 1984 il termine non esisteva, tantomeno gli indieoti (non oso dire bei tempi, c'erano i panozzi). Tre sfigati provenienti dal gelo operaio del Minnesota, con un nome strano, che all'epoca qualcuno sosteneva volesse dire porco dio in norvegese, purtroppo no, vuol dire ti ricordi in norvegese, ma è un bel nome lo stesso. Gli Hüsker Dü nei posti punk non li facevano suonare perchè si presentavano vestiti da boscaioli con le camicie a quadrettoni, e sappiamo tutti quanto successo hanno avuto i gruppi con la camica a quadrettoni solo qualche anno dopo. Gente che è arrivata prima di tutti gli altri, gente che non si è accontentata di sistemarsi tra le pareti familiari di un genere codificato, al calduccio. Signori, che disco. Dedicato a chi si è accorto dell'esistenza della droga con i Prozac+ (se è vero i tempi sono duri, durissimi).
Dice più un video di mille parole. Nel gergo militaresco, "massiccio" è chi esegue con particolare prontezza, decisione e vigore le attività militari, come battere il passo o gridare "comandi" quando si riceve un ordine. Chi è "massiccio" è animato dalla "massiccità", appropriata sostantivazione italo-partenopea che nella testa dei caporali istruttori dell'esercito dovrebbe descrivere qualcosa di simile alla Forza di Guerre Stellari. I Lento sono animati da questo sacro fuoco fatto di dedizione e obbedienza ignorante: però invece di essere sottomessi a un sottufficiale ottuso, prendono ordini da una (ben più convincente) batteria di Marshall. E riversano sul "nemico" (cioè il pubblico) una potenza seconda (a mia memoria) solo a quella dei Sunn O))). Notare (a metà video) l'abnorme quantità di pedali che si portano sul palco: peace through superior firepower. Roba che fa vibrare le viscere e che sarebbe stata più adatta dopo le Feste Comandate, per smaltire i grassi polinsaturi ingurgitati durante i cenoni. I più noti internisti consigliano un concerto dei Lento ai pazienti affetti da calcoli renali, esperimenti clinici dimostrano che le basse frequenze sprigionate dalla loro musica sono molto più efficaci del litotritore nella cura di questa fastidiosa patologia. Polverizzano i sassi. I Juda in apertura se la cavano decentemente e se il bassista la smettesse di cantare potrebbero diventare anche loro dei brillanti esponenti della scena drone/doom nazionale. Per oggi vi saluto elencandovi il bottino che ho saccheggiato dalle cene natalizie
· una teglia di lasagne · quattro tavolette di cioccolato di varie qualità · praline al liquore · due salami nostrani · pere glassate al forno (volendo ci si può versare sopra del cioccolato fuso) · un vaso di salsa tonnata e uno di salsa cocktail · una pancetta di manzo ripiena · una cofana di insalata russa
Una tra le poche cose significative del rock del ventunesimo secolo è la rinascita, o meglio la valorizzazione, del doom metal. Per quanto mi riguarda si può anche lasciare da parte il termine metal perchè il doom del 2000 si è liberato di tutti gli elementi imbarazzanti tipici del metal (abbigliamento ridicolo, assoli difficili, scritte gotiche illeggibili, braccialetti forgiati in acciaieria, continui riferimenti ad animali cornuti, chitarre brutte, patetica ferocia vocale da "guardate quanto sono cattivo" e totale disinteresse da parte del pubblico di sesso femminile - qui una esilarante galleria fotografica sul peggio metallico). Il genere punta l'attenzione più sulla cura dei suoni, sull'esasperazione del volume, su un'inquietudine diffusa che non ha bisogno di tirare in ballo il diavolo per manifestarsi e su brani generalmente lunghi, lenti e ipnotici. Anche l'ignoranza che di solito va a braccetto con la musica pestona mal si adatta al doom moderno: piace di sicuro più al fan dei Sonic Youth o degli Einstürzende Neubauten che a quello degli Iron Maiden o dei Korn.
La cosa curiosa è la presenza di una validissima scena doom italiana al passo coi tempi, che come al solito i media specializzati (forse non ci vedono bene causa ciuffo) colpevolmente ignorano, favorendo invece varieripugnantifetecchie. Morkobot, Vanessa Van Basten, Ufomammut, in misura minore gli Ovo (perche non sono solo doom) e i Doomraiser (perchè ancora acerbi) propongono tutti musica di gran qualità e, soprattutto, la suonano alla grande dal vivo. I Lento (gruppo che potrebbe anche essere tra i più difficili da trovare sui motori di ricerca) sembrano tra i più granitici del lotto con ben tre chitarre distorte e una malcapitata batteria presa a sprangate, i supporter Juda sono leggermente più rilassati e psichedelici, ma il muro elettrico ce l'hanno anche loro. Un concerto fondamentale per poter sopravvivere alle incombenti feste comandate: così non sentirete le stronzate che dirà il parentado al completo nel corso della prossima settimana, in quanto sarete affetti da orecchio impanato. Tranquilli, ora di capodanno starete benissimo.
LENTO + JUDA CIRCOLO MAGNOLIA (SEGRATE) 21 dicembre 2007 h. 23:00 ing. libero con tessera ARCI