Teresa non sparare
Sono pochissimi i gruppi che riescono a demolire il muro dell'ipocrisia. Quelli che sfondano suonando musica che secondo media e opinione pubblica è troppo dura, urlata, che non scende a facili compromessi. Come se ci fosse da vergognarsi ad avere dei gusti decisi. Mi vengono in mente i Nirvana, che comunque hanno sempre interpretato nell'inculcato sentire comune la parte dei drogati sporchi e cattivi, e se li ascoltavi eri per forza drogato, sporco e cattivo anche tu. Ricordo quelle situazioni da negozio di dischi (non entro in uno da almeno cinque anni, esisteranno ancora?) in cui quando chiedevi al commesso notizie su un disco non da classifica rispondeva invariabilmente, come un automa, "hai guardato nel metal?". Anche se volevi i Labradford. Gente che si ciba di fatti di cronaca pieni di cadaveri fatti a pezzi, che fa saltare in aria le bombe a mano a capodanno, che se lo fa picchiare in culo per non perdere la verginità prima del matrimonio in chiesa o che prende a sprangate il vicino di casa colpevole di tifare per la squadra sbagliata. No, che schifo l'aglio, poi psicofarmaci a caso, a manciate. E al primo accordo di chitarra distorta, alla prima voce che non piagnucola scappano come inseguiti da un battaglione di zombi. Car stereo da dodicimila watt per sentire la Pausini. Ai suoi concerti ci sono stand attrezzati per aborti lampo, sono sicuro.
Il Teatro degli Orrori il muro non lo sfonda. Ha praticato un piccolo foro, attraverso il quale può gettare uno sguardo terrorizzato sull'umanità orrenda che popola il paese. Non riesce nemmeno ad essere headliner in un festival di musica indipendente italiana, per dire l'impatto che il gruppo di Capovilla riesce ad avere, con fatica sovrumana per giunta (è gente da duecento concerti all'anno). Meno di una scoreggia. C'è da aver paura di questo pubblico. Stasera mi porto la lama, casomai incontrassi dei tagliagole seguaci di Anna Tatangelo.
IL TEATRO DEGLI ORRORI + JOHN FORD
JAIL (LEGNANO)
11 gennaio 2008
h. 22:00
ing. 10 €
