mercoledì 28 febbraio 2007

Garage punk '66

Ecco il secondo volume della più celebre serie di compilation dedicate al garage punk americano della seconda metà degli anni 60. Forse non perfetta come lo straordinario volume 1 (con ben 29 pezzi è quasi impossibile mantenere l’eccellenza ovunque), ma il livello medio è elevato, con numerose bombe quali We’re Gonna Love di Sir Winston & The Commons, Dinah Wants Religion dei Fabs, Won’t You Tell Me dei Vestells, Go On, Leave di Red Beard & The Pirates, Don’t Cry To Me di Jerry & The Others, You Got Another Thing Comin’ dei Mods, City Of People degli Illusions e To Find Out dei Keggs. Queste sono le band che hanno indovinato il pezzo killer (nessuna è mai arrivata al traguardo dell’album), ma tutti i brani qui inclusi (il compilatore ha avuto l’accortezza di “nascondere” i meno brillanti nel mezzo) sono perlomeno testimoni di un’epoca ingenua, pura, passionale, sincera, fatta di Battle of the Bands, balli di fine anno e prove in garage puzzolenti d’olio. Questi sconosciuti, senza saperlo, hanno inventato il do-it-yourself (e forse anche senza volerlo, l’invenzione è frutto dei pochi mezzi a loro disposizione). Un do-it-yourself scevro di tutte le implicazioni ideologiche che verranno poi: volevano scoparsi la più bella della scuola, non distruggere il sistema. L’industria discografica non era ancora vista come il nemico da combattere, tant’è vero che tutti avrebbero voluto farne parte (secondo me anche i punk di dieci anni dopo – chi disprezza compra – ma questo è un altro discorso). Semplicità ritmica, rasoiate fuzz e organi acidissimi… per risentire un songwriting così spavaldo e gente che latra nel microfono senza vergogna bisognerà attendere il 1977. Attenzione: sto parlando di attitudine, non propriamente di sound (per quanto sporco e a bassissima fedeltà), se cercate le radici musicali dei Ramones, dei Sex Pistols e dei Clash non le trovate certo qui. Senza questi 45 giri rigati e crepitanti, qui amorevolmente raccolti, un gruppo come i Cramps non sarebbe mai esistito. Sbronza obbligatoria.

AA.VV.
BACK FROM THE GRAVE VOL.2
CRYPT RECORDS, 1993 (ristampa in cd dell'edizione originale in vinile del 1983)
128 kbps

tracklist here
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martedì 27 febbraio 2007

Ricevo



Un Demented Are Go! conciato da zombi putrefatto, come da copione, fotografato da lei. Foto elegantissima che fa pendant con i colori di questa pagina.

Dimenticavo


Sembrerebbe che siamo forti in uno sport serio.

Al giorno d'oggi gli sceneggiatori hanno delle idee della madonna.

Nel weekend non ho fatto nulla tranne che ascoltare dischi, montare un mobilaccio dell'Ikea e ricevere un'ingiunzione di pagamento di circa 1200 Euro. Dopo l'ultima credo di essere pronto per la parte da protagonista di questo film. Vabbè, meno male che c'è gente che sta molto peggio di me. Si vedano le epistole del 23 e 25 febbraio: io ho cominciato a ridere - basta, non si ride di chi è meno fortunato.

venerdì 23 febbraio 2007

Domani: Demented Are Go!


Sono appena stato apostrofato con un categorico "tu non capisci un cazzo di musica" da questa simpaticissima personcina. La personcina era tra i miei link ed è stata immediatamente depennata. Il mio "non capire un cazzo di musica" deriva dal fatto di non apprezzare pietre miliari quali i Guillemots, gli Arcade Fire e i Bright Eyes. Accetterei un insulto del genere da un appassionato serio di musica classica (argomento che ignoro quasi del tutto), ma non da una che sbava per un branco di froci che si lamentano perchè i loro capelli non sono perfettamente da frocio (e che in questo momento emette dei gridolini perchè ha scoperto che sta per uscire il disco nuovo dei Travis - meglio la Pausini allora). D'altronde, la personcina ha il coraggio di scrivere questo e quindi è perfettamente in linea con la poetica dei suoi idoli:

"devo prepararmi un discorso da parrucchiere. secco, deciso e inappellabile. voglio una spuntatina alla frangia, che io ci veda ma che copra le sopracciglia. voglio una spuntatina dietro, massimo 2 cm, tutti pari, nessun accenno di scalatura, sfilatura, sfoltimento o come diavolo si chiama."

Ma parliamo d'altro. Per tutti quelli che come me non capiscono un cazzo di musica, domani ci sono i Demented Are Go!, per la prima volta a Milano. Io non so se ci vado, non sono esattamente i miei preferiti, ma rispetto agli aborti nominati sopra, Demented Are Go! tutta la vita. E' carnevale, e se vanno sul palco conciati da zombi putrefatti (come da video, non sempre lo fanno) potrebbe essere divertente. Andate e ignoratevi. Lei ci va.

DEMENTED ARE GO! + THE SNAKES + THE FRONTLINE
Rainbow Club (Mi)
24 febbraio 2007
apertura porte h. 17:30
ingresso non comunicato
previsto afterparty con dj psychobilly.

giovedì 22 febbraio 2007

Ieri sera: un rocker coi baffi


“Pronto, JJ?”
“Sì, sono io, chi parla?”
“Ciao JJ, sono papà.”
“Papà! Dove sei?”
“In Europa.”
“Questo lo so papà, intendo dire in Europa dove?”
“Cazzo, non lo so...”
- Dave, in che città siamo stasera?
- Siamo in Italia, svegliati, coglione!
“Ah, sì, siamo in Italia. Come butta a casa?”
“Abbastanza bene, mamma dice che non ha ricevuto i soldi degli alimenti questo mese, se non ti sbrighi chiama di nuovo l'avvocato.”
“Ma come, le ho dato tremila dollari il mese scorso, dove cazzo sono finiti?”
“Dice che ha dovuto fare un'operazione se no non poteva più lavorare”
“Che operazione?”
“Mah, lipo... lipo...”
“Liposuzione?”
“Sì, sì, liposuzione!”
“Scommetto che l'ha costretta quello stronzo di – come cazzo si chiama – Lavonne, Lavanne...”
“LaLonde, papà. No, no, è stata un'iniziativa di mamma, dice che ultimamente non prendeva più tante mance, con tutte le sciacquette di vent'anni che ci sono in giro... papà, cos'è una sciacquetta?”
“Lascia perdere, JJ.”
“E poi LaLonde non è uno stronzo, è gentile, porta sempre i fiori a mamma quando viene a prenderla e dice che è la sua gogo dancer preferita, la settimana scorsa mi ha pure portato a vedere i Lakers. Tu non mi hai mai portato.”
- Dave, portami una birra!
- Pigliatela da solo, stronzo!
“JJ, il basket è uno sport da negri, io ti ho portato a vedere il baseball, il vero sport americano!”
“Il baseball è palloso, e poi LaLonde ha due posti fissi in prima fila e mette la sua Mercedes nel parcheggio privato dei Lakers. Mi ha pure presentato Kobe! Ho l'autografo! Tu allo stadio non mi hai mai preso nemmeno i popcorn!”
“JJ, LaLonde è un negro e come tutti i negri non ha un filo di classe. Porta la pelliccia d'estate, figurati! Tuo padre ha l'Harley Davidson. Non ti piace andare in giro con l'Harley Davidson, JJ?”
“No, papà, è scomoda, è vecchia, fa troppo casino e non si può sentire la musica. Anche mamma dice sempre che non le è mai piaciuta. Mamma dice che sei un perdente.”
“Ah sì? Sono un perdente? Lo sa mamma quanta gente c'era al concerto di tuo padre stasera? Lo sa?”
(Entra in camerino una ragazza con le tette grosse)
- Ciao cowboy, vuoi fare il giro del mondo con me? Lo sai chi sono vero? Sono quella che ti ha lanciato le mutandine sul palco!
- Lasciami perdere, non è serata, sono al telefono con mio figlio! E' un'interurbana!
- Sentilo il paparino! Ma brutto stronzo, allora RIDAMMI LE MUTANDE!
(Arriva Dave. Palpa il culo della tipa)

- Mmmmh, tu sì che sei un vero uomo!
(Escono)

“Scusa, JJ. Dicevamo?”
“Mamma dice che sei un perdente. E anche i miei compagni di classe non ci credono che sei in Europa a suonare. Dicono che in realtà ti hanno messo in galera.”
“MANDALI AFFANCULO QUEI PEZZI DI MERDA! FAGLI VEDERE LA FOTO CHE HO FATTO INSIEME A LEMMY!”
“Papà, quella foto l'hai fatta nel locale di LaLonde, Lemmy è sempre lì, non ci crede nessuno che sei davvero un rocker! E poi mi vergogno, nella foto si vede che sei ubriaco.”
“Non ero ubriaco, è che quando fai il rocker devi sembrare così! Credi che mi piacciano tutti sti tatuaggi di merda che mi sono dovuto fare? Credi che mi piaccia andare in giro con tre idioti che si esprimono solo a rutti? No, JJ, non mi piace per niente, ma lo faccio per te e per mamma! Io sono un giornalista! A proposito, come va a scuola?”
“Papà, mi hanno sospeso. Ma non è stata colpa mia, è solo perchè ho vinto dieci dollari a quel gioco con le tre carte che mi hai fatto vedere e quel piagnone di Lester è andato a dire al direttore che l'ho derubato!”
“Cazzo JJ, NON LO DEVI FARE A SCUOLA QUEL GIOCO! Devi studiare, ti devi impegnare! Se no come fai a diventare avvocato? Non voglio che fai la fine di tuo padre!”
“Allora è vero, ha ragione mamma, sei un perdente.”
“Se quel maledetto manager dei Dodgers non mi avesse denunciato per l'articolo sul doping nel baseball a quest'ora sarei come minimo redattore dell'LA Times.”
“Mamma dice che gli anabolizzanti a quel lanciatore glieli hai venduti tu.”
“Dì a mamma che l'amo sempre. Mi manca tanto. E mi manchi pure tu, campione.”
“Ricordati che non puoi avvicinarti a casa di mamma, hai l'ingiunzione del tribunale. Vienimi a prendere fuori da scuola quando torni. E non metterti il gilet di pelle, che mi vergogno.”
“Buonanotte, JJ.”
“Papà, sono le tre del pomeriggio.”
“Ah, è vero... vabbè, vai a letto presto”.
“Ciao papà.”

Telefonata fra Jesse “The Devil” Hughes e suo figlio Jesse Junior, 11 anni, dopo il concerto di ieri sera. Il preannunciato Josh Homme alla batteria non c'era. Pare che fosse alla festa di compleanno di LaLonde.

Gli Eagles of Death Metal sono dei cazzoni che sbagliano tantissimo. D'altronde, Jesse voleva fare il giornalista.

mercoledì 21 febbraio 2007

Stasera



Secondo me il nome di questo gruppo non si traduce con “Le Aquile del Death Metal” ma proprio con “Gli Eagles del Death Metal”. Potrebbero infatti essere, con un po' di fantasia, la versione death dei bolliti di Hotel California. Qui dietro c'è Josh Homme (proprio dietro, alla batteria), mentre davanti c'è il suo amico Jesse Hughes, motociclista coi baffi soprannominato The Devil. Le prime tracce dell'esistenza della band risalgono al volume 4 delle Desert Sessions (quello con Peter Fonda in copertina, del 1998) e per questo credo che siano stati messi assieme da quell'intelligenza universale che sia chiama “droga”. Dopo la popolarità planetaria ottenuta dai Queens of the Stone Age, Josh Homme ha ripescato questo side project. L'esposizione mediatica è stata tanta, proprio per la presenza dell'ormai celebre chitarrista. Gli Eagles Of Death Metal questa esposizione se la meritano anche, sono divertenti, fanno muovere il culo e tengono o'bblues. Purtroppo non ci saranno le fiche che compaiono nel video (Speaking in Tongues). Non inventano niente, sia chiaro, senza svegliare i mostri sacri basta Jon Spencer per ridimensionarli. Fanno una specie di glam rock, per fortuna spogliato di tutti gli orpelli. Temo però che se non avessero la rockstar alla batteria (che come batterista è uno qualunque) sarebbero ancora a fare i benzinai a Palm Desert. Dei gruppi di supporto si può solo dire che suoneranno. Quindi si può arrivare tardi.

EAGLES OF DEATH METAL + THE SPORES + THE STYLES
Transilvania Live (Mi)
21 febbraio 2007
h. 21
ingresso 15 €

martedì 20 febbraio 2007

Ieri sera

Dopo gli inutili Psychofagist, grind/death senza pretese e molto spezzato (le magliette indossate da due di loro danno un'idea dei confini musicali: Nasum vs Blood Brothers), gli Ovo incantano. Molto meglio dal vivo che su disco. Li avevo visti anni fa e mi sembrano maturati enormemente, il suono è pieno nonostante abbiano solo chitarra e batteria, sembra non abbiano bisogno di nient'altro. Stile indefinibile: metal-noise-folk-hardcore minimalista, ma non vuol dire un cazzo. Centinaia di concerti disseminati in tre continenti sono serviti a qualcosa. Hanno anche un discreto aspetto performativo, comunque mai preminente rispetto alla musica. Serata piacevole con nutrita presenza di amici e conoscenti (tra i quali il Metallaro Negro e Manuel Furioso, che mi ha suggerito quello che ha definito “un grande gruppo”, i Neokarma Jooklo Sextet - sentiremo). Passiamo alla nota dolente.


Bruno degli Ovo mi comunica di essere stato fermato dalla finanza in Friuli, qualche giorno fa. Durante la perquisizione all'inutile ricerca di droga, saltano fuori 250 cd degli Ovo senza bollino SI*E, che vengono prontamente sequestrati dagli intrepidi agenti. Ora. Il cd è stato pubblicato da un'etichetta americana (la Load) che viene distribuita in Italia dalla Audioglobe, ci pensano quelli della Audioglobe ad applicare i bollini. Ma questi erano cd che la Load ha spedito direttamente agli autori senza passare dal distributore. In America il bollino SI*E non sanno nemmeno se esiste. Per di più l'imputato non è stato colto con le mani nel sacco, nell'atto di vendere i suddetti cd. Li aveva in macchina, non si può dimostrare che volesse venderli. Essendo l'autore, potrebbe benissimo regalarli agli amici. Bruno era parecchio preoccupato (si è beccato una denuncia penale, un processo lo attende). Mi ha raccontato che la stessa sorte da lui subita è toccata anche a una band americana in tour da quelle parti a cui per lo stesso motivo sono stati sequestrati mille cd. Soluzione proposta dai Difensori Della Legalità: “il vostro manager italiano avrebbe dovuto aspettarvi alla frontiera con mille bollini SI*E”. Ma lo sanno questi ignoranti come sono il novantanove per cento dei tour? Furgone scassato, dormire su un divano (quando va bene), mangiare quello che capita: il manager arriva con la Fase Tre, insieme all'albergo a cinque stelle, alla puttana in camera e al tour bus a due piani. Come al solito le forze dell'ordine sono forti coi deboli e deboli coi forti (sono sicuro che il tour bus di Shakira o di Tiziano Ferro non lo fermano, e secondo me ci nascondono dei bambini zoppi incatenati). Sembrano i bravi di Don Rodrigo. In Friuli transitano il traffico d'armi, di droga pesante e la tratta degli schiavi, ma di fermare i papponi rumeni non se ne parla. Hanno paura, o si intascano la busta. Sbirri, buoni solo a vessare gli onesti e a difendere gli interessi marci dei politicanti. Come in una banana republic sudamericana. Si vede soprattutto quando c'è da menare le mani. Mi vengono in mente due casi.

1 – G8 di Genova, 2001: i fantomatici “black bloc” fanno casino e devastano la città, le forze dell'ordine si mettono a smanganellare il settore pacifico della manifestazione. Non mi risulta che dei fantomatici “black bloc” ne sia stato arrestato alcuno – o almeno i mass media non l'hanno detto.

2 – Catania, 2007: gli ultras fanno l'intifada in strada. Nonostante cellulari, celerini, tenute antisommossa, addestramento, tecniche di dispersione delle folle, i nostri beniamini soccombono, ne prendono talmente tante che uno crepa e quaranta finiscono all'ospedale - non mi risultano feriti da ospedale tra i rivoltosi – o almeno i mass media non l'hanno detto.

Mi devo fidare di una polizia che non riesce a disperdere un gruppo di esagitati ed è invece dura e inflessibile col singolo che non ha fatto nulla? Non si stupiscano quindi i telegiornali e i benpensanti delle scritte sui muri firmate A.C.A.B. comparse dopo i fatti di Catania. Per quanto riguarda la SI*E, non mi resta che augurare a questi signori di spendere tutti i loro guadagni in medicine.

giovedì 15 febbraio 2007

Stasera



Una marcia verso la distruzione globale, l’estinzione della razza umana. Oppure riti antropofagi, tamburi paleolitici, rumore grezzo come un menhir. La musica degli Ovo mi comunica immagini in bilico tra l’alba della storia e la fine dei tempi. Roba per stomaci robusti, capaci di digerire i sassi, o meglio, i Sunn O))). Il duo Dorella/Pedretti, che sta vivendo il proprio periodo berlinese, propone un noise un filo più vario e articolato rispetto a quello dei frati capeggiati da Stephen O’Malley. L’impatto è simile, il volume penso di no. Il video (Anime Morte) mostra il lato post-core degli Ovo: il gruppo ha influenze variegate e tutte ugualmente inquietanti. Quindi mangiate leggero che rischiate di rigettare tutto al loro cospetto. Attenzione: GRUPPO COL SAIO! Garanzia di qualità e oscurità. In apertura grind/death con gli Psychofagist.

OVO + PSYCHOFAGIST
Circolo Magnolia (Segrate - Mi)
15 febbraio 2007
h. 22
ingresso libero con tessera ARCI
ci vediamo lì.