mercoledì 19 dicembre 2007

La serata si svolgerà stasera / 29

Cinque nuove idiozie partorite dalle fervide menti dei peggiori uffici stampa... continuate a tirarvela, cari amici. Dian Fossey e Jane Goodall vi adorerebbero. Non ti è chiaro? Leggi qui!

· Questa donna highlander veste lunghi manteux di chevre reversibile, kilt di lana e pelliccia e top-bustier nude look fatti di pelli al naturale e filo spinato [gli osservatori più trendy prevedono il grande ritorno del cilicio ndr].

· Al traguardo di una nuova esperienza e di una nuova notte il *** cambia l’abito, anzi si spoglia per farvi vedere meglio il suo corpo semplice ma innovativo, la sua anima da perfetto camaleonte, il metodo di esposizione e fruizione delle sue sorprese... [leggi: abbiamo ridipinto le pareti della discoteca ndr]

· Venerdì... Pista affollatissima, privè modaiolo e Trandy, molti V.I.P. [non mi avranno ndr]

· l'aperitivo che unisce gli universitari futuri brooker e gli agenti di borsa e le donne in carriera che già popolano l'aperitivo più lungo e "sostanzioso" di Milano, in un ricordo "Vintage della vera Milano da bere" [non mi avranno/2 ndr]

· Il libro che tratta, con eleganza e delicatezza, un tema di grande fascino per i bambini, la cacca [con copertina "gratta e annusa" ndr].

martedì 18 dicembre 2007

Easter Everywhere

Ed ecco il terzo classico dei 13th Floor Elevators (international readers: here you can still download their first album, The Psychedelic Sounds Of...). Easter Everywhere è il loro disco che mi piace meno, ma siamo su livelli di eccellenza davvero d'altri tempi. Rispetto alle atmosfere da bad trip del primo album e agli accenni di ignoranza del terzo qui c'è una virata in direzione west coast, pace & amore, sesso libero ecc., con qualche ballata eccessivamente smidollata, ma quando attaccano brani garage come Slip Inside This House, Earthquake o Levitation la loro indole da texani figli di puttana è sempre lucida e prepotente. A voi.

13TH FLOOR ELEVATORS
EASTER EVERYWHERE
INTERNATIONAL ARTISTS LP 5 (1967)
320 kbps

tracklist here
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lunedì 17 dicembre 2007

Tripudio ovino

E' venerdì sera. Mentre l'orda barbarica appicca il fuoco al palazzo, l'imperatore non ha ancora deciso quale servizio da tè far portare in tavola per il ricevimento. Questa è l'atmosfera che si respirava qui, durante una miniconferenza in cui un selezionato gruppo di teste d'uovo della discografia e del giornalismo ha discettato sul succoso argomento "cosa succederà alla musica dopo internet". I pochi presenti sono stati messi al corrente delle seguenti verità:

"il tempo medio di permanenza sui canali di Mtv è inferiore a cinque minuti" (hanno contato solo quelli che non trovano più il telecomando);

"i dischi non si vendono più";

"i giornali musicali non si vendono più";

"cosa ci stiamo a fare qui?".

Poi il delegato di Radio Popolare, con la voce tremante dell'orfanello che scopre di essere stato venduto a un trafficante di organi, si domanda: "ma ci saranno mai dei giovani che raccoglieranno il testimone degli Afterhours, dei Subsonica?". Non potevo stare zitto. "SPERIAMO DI NO!" gli ho urlato, tra le risate di chi non aveva il boccale di birra alle labbra. Dopodichè sono andato a vedermi chi del futuro della musica se ne sbatte i coglioni, mandando sul palco Marby la pecora.

I Marble Sheep, due batterie, due chitarre, un basso (suonato da una bassista femmina e giapponese - che però non conta nell'ambito della "rispettabilità indie", perchè i Marble Sheep sono tutti giapponesi), spaccano ben al di là della limitata immaginazione occidentale. Come gli Hawkwind ma dieci volte più tirati e rumorosi. E molto, ma molto meno tamarri. Durante i bis si raggiunge il climax quando la bassista, incitata dallo slogan "vogliamo la pecora! Vogliamo la pecora!" (uno slogan lanciato senza vergogna dalla Signora Marta, la cui semplice, rarissima presenza a un concerto lo rende un evento irripetibile) compare saltellando e vestita da pecora in una trionfante deflagrazione di feedback. Trenta spettatori impazziti che ballano con una pecora. La cosa più simile alla gayna© che ho visto quest'anno. Menzione d'onore per il merchandising: uno dei più ampi assortimenti di magliette che abbia mai visto, decine di cd, vinili e split singles con gruppi ignoti, un set di plettri firmati dai membri del gruppo, un box con otto cd-r dal vivo al prezzo ridicolo di dieci euro: di sicuro questa gente ha fiducia nel futuro, riesce a vendere il proprio artigianato e non ha mai assistito a una miniconferenza da mani sui coglioni come quella di prima. E queste cose succedono sempre, ahimè, quando ho finito i soldi. Avanti così.

venerdì 14 dicembre 2007

Gli animaloni


Spero di risolvere rapidamente questa questione (gente simpatica ma gruppi di merda) per potermi poi presentare al nuovo appuntamento con Night For The Deaf. Headliner uno sconosciuto gruppo giapponese con animalone peloso sul palco (pecora - si noti la coroncina di foglie di marijuana), anticipato da un trio tedesco che potrebbe essere ignorantissimo. I giapponesi fanno parte di una tradizione di cervelli ustionati che nel paese del Sol Levante ha parecchi illustri epigoni. Molto rumorosi, psichedelici, attivi dal 1987, con due batterie: basterebbe. In più c'è Marby la pecora, sorta di Hello Kitty per metallari (la civiltà di un popolo si misura anche dall'uso che viene fatto degli animaloni - gli italiani come al solito si distinguono). Curiosità: qui suonano in un locale spagnolo dove per accedere al palco bisogna prendere l'ascensore - non potevo non farvelo vedere. I tedeschi invece ambientano un loro video presso un benzinaio. Abitudine che penso prenderà piede: le stazioni di servizio fra un po' non serviranno più a un cazzo - ah no, ci vendono la birra. Chi non viene è un Justice.

MARBLE SHEEP + DRIVE BY SHOOTING
COX 18 (MI)
14 dicembre 2007
h. 23:00
ing. a poco prezzo

giovedì 13 dicembre 2007

E vediamo cosa succede

I wish the truckers in the States do the same. And see what happens (Dan Friel, Parts & Labor, a proposito dello sciopero dei Tir - dicembre 2007). Questo l'atteggiamento dei Parts & Labor. Facciamo casino e vediamo cosa succede. Il macello proposto dalla band di Brooklyn è però molto austero, quadrato, da discendenti diretti dei loro concittadini Oneida. Sono capaci di saturare basso e tastiera (tenuta insieme con lo scotch) con strisciate di rumore bianco, in bello stile no wave. Sono anche melodici (le voci) e marziali (la batteria). Armonie gelide e feroci, lancinanti come un trapano ma umane, emozionanti come un inno ma immediate. Aprono con A Great Divide e la rifanno (a grande richiesta) pure nei bis. Insomma, spaccano. Anche i siculi Psychovox hanno offerto uno spettacolo decente, mettendo insieme con semplicità e decisione Cure, Sonic Youth e le melodie di Sanremo Giovani. Sì sì, ho scritto proprio così. Mi pentirò di averne parlato bene. Non mi piaceranno mai (ci penseranno i troppi estimatori dei Negramaro) ma il loro mestiere lo sanno fare. Quel che è giusto è giusto.

mercoledì 12 dicembre 2007

Dilemma


A Milano funziona così. Non c'è un cazzo per mesi e poi due concerti di eguale interesse lo stesso giorno (notare come entrambi si svolgano in luoghi limitrofi ma esterni al territorio comunale). Nell'ardua decisione entrano in gioco questioni squisitamente non musicali. Al Garage il palco è basso, si vede male, costa 12 Euro e ci sarà un metallaro ciccione che da solo riempie mezza sala e finisce tutta la birra: non posso competere e non ho più l'età per sopravvivere alla doppietta, mi dispiace ma evito Jesu (andateci in saio).

Visto che ho il serbatoio della macchina ancora mezzo pieno posso dirigermi verso il remoto Magnolia per vedere questi Parts & Labor che conosco poco ma stuzzicano molto. Indizi: sono di Brooklyn, hanno collaborato col leader dei Battles, pubblicano per la Jagjaguwar, suonano gratis, hanno i tastieroni e il batterista che trinca da un grosso boccale (acc... non c'è più. Adesso ne hanno uno mezzo cinese - di solito con le bacchette ci sanno fare). E preferisco le brume di quella laguna nera che si chiama Idroscalo ai marciapiedi incrostati di goldoni usati di viale Monza. Insomma, stavolta non so cosa consigliarvi ma so benissimo cosa sconsigliarvi. Rovesciate quella cazzo di croce.

PARTS & LABOR + PSYCHO VOX
CIRCOLO MAGNOLIA (SEGRATE)
12 dicembre 2007
h. 22:30
ing. libero con tessera ARCI

martedì 11 dicembre 2007

Scritte & cartelli / 13

Lungo la temibile A3 Salerno-Reggio Calabria, all'altezza di Pontecagnano (Sa), si può vedere questo fabbricato. E' una scuola per parrucchieri. 3200 metri quadrati dotati delle più moderne tecnologie per la formazione dei professionisti dello shampoo e dei colpi di sole ("enorme salone per videoconferenze"). Da questa inquadratura non si nota nulla di strano, ma l'ingrandimento
rivela una disposizione logistica delle sedi quantomeno curiosa. Dopo riunioni litigiose e interminabili per decidere il posizionamento della succursale per il Sud Europa, un executive fresco di Harvard ha risolto brillantemente la questione lanciando una freccetta contro una cartina del Mediterraneo. Ci sono voluti due tiri, il primo aveva colpito uno scoglio al largo di Lampedusa, location che non ha convinto l'assemblea degli azionisti. Hanno anche altre due sedi, a Phoenix e a Dallas. Forse è il caso di ingrandire il cartello. Salerno caput mundi?