mercoledì 23 gennaio 2008

Ignoranza vs arte contemporanea / 6

All'ultima mostra di arte contemporanea hindustana che ho visitato si è presentata una famigliola di Calcutta, arrivata a Milano col vespone dopo un viaggio di alcuni mesi. Agli intrepidi globetrotters è stato permesso di parcheggiare all'interno della galleria. la foto ritrae il momento del loro arrivo, mentre una visitatrice curiosa li osserva (e sembra esprimere ribrezzo). Come dite? C'è qualcosa che non va nel loro colorito? Sapete, la polvere delle strade, le intemperie... ovviamente è un'opera. Questo artista (emulo maldestro dell'iperrealista Duane Hanson, deve aver fatto una scuola di vetrinista per corrispondenza) non ha dovuto fare altro che prendere il vespone (un Bajaj di fabbricazione indiana, si trova su Ebay a prezzi ridicoli) e metterci sopra quattro manichini brutti e rigidi: et voilà. L'eventuale acquirente potrebbe anche far accomodare i manichini sul divano (o direttamente in cantina) e usare lo scooter per andare a spasso. Peccato che il prezzo non sia concorrenziale, le opere d'arte purtroppo non si attengono ai listini Eurotax.

martedì 22 gennaio 2008

La serata si svolgerà stasera / 32

Nuove stelle a forma di cazzata punteggiano la galassia degli Uffici Stampa. E ne scopro di nuove tutti i giorni. Non ti è chiaro? Leggi qui! E leggi anche lo scambio di opinioni che ho avuto con un imbecille da competizione, tale "lonofri" (Luigi Onofri), a proposito del concerto di William Parker - merita. Scopro ora che questo personaggio è stato addirittura insignito dell'ambito titolo di Coglione del Mese. Ma torniamo a noi.

· Approfittando di un richissimo buffet ci ritroveremo ancora una volta insieme per brindare con le gelatine alcoliche ad una notte che non invecchia mai [le gelatine alcoliche stanno al Duemila come le spalle imbottite stanno agli anni 80 ndr].

· Dillo con un paio di mutande! *** ha pensato di aiutare tutti coloro che non riescono mai ad azzeccare un regalo! Con *** la “bella figura” è assicurata! [eh sì, un paio di mutande con la scritta è proprio quel che ci vuole per fare bella figura ndr] Pezzi unici, decorati a mano [ci crediamo tutti ndr] con frasi e citazioni d’autore.

· Nato a Maiori (Costiera Amalfitana) l’08 gennaio 1968 vive ad Arcore “come il Cavaliere Berlusconi” [sillogismo: Berlusconi è ricco. Berlusconi vive ad Arcore. Io vivo ad Arcore. Quindi sono ricco ndr] dopo aver girovagato per molti anni a Milano Marittima, Madonna di Campiglio, Cortina e Porto Cervo!!

· Da menzionare il bluson-gioiello con decorazioni a taglio vivo di croci e gigli, costellato di piccolissime borchie e castoni di jais [nemmeno Lovecraft riuscirebbe a descrivere una cosa così orribile ndr]

· E per chi non ha il tavolo, continuamente dal cielo pioveranno caramelle, merendine mentre angeli volanti vi porgeranno, come manna dal cielo, cibo per rifocillarvi... [caro lonofri, vai in questo posto e non soffrirai più di complesso d'inferiorità da buffet ndr]

lunedì 21 gennaio 2008

Non ve l'avevo detto


Non è un caso se nel corso dell'ultimo anno sono andato a vedere William Parker ben quattro volte. Questa volta oltre al fido Hamid Drake alla batteria (praticamente la sua ombra, mancava solo al Bääfest perchè non hanno cacciato abbastanza soldi) si è portato ben sei negri, per reinterpretare le canzoni di quell'altro gran negro di Curtis Mayfield (sì, quello delle colonne sonore dei film blaxploitation, sì, quello di Superfly). Uno dei sei è un monumento della controcultura americana, Amiri Baraka aka LeRoi Jones, poeta, amico dei beatniks, esponente delle Black Panthers, vecchio, storto e malfermo ma dalla voce ancora autorevole. Inutile che vi dica che sul palco questi sono tutti dei mostri, guardatevi il video e giudicate da soli. Ovvio però che un concerto previsto per le 11 di domenica mattina attiri soprattutto un pubblico di vecchie e visoni (credo di essere stato il più giovane in sala). A seguire buffet: le vecchie e i visoni hanno messo in pratica quanto appreso durante il camp estivo degli All Blacks, gettandosi a corpo morto sui salatini. Una scena orrenda.

venerdì 18 gennaio 2008

Scritte & cartelli / 15

Jet privato? No. Rubinetti d'oro massiccio? No. Collare del cane tempestato di brillanti? Noo. La categoria merceologica identificata dal negozio milanese "Libero" come "di lusso" consiste in capi di abbigliamento confezionati col culo dai bambini zoppi del Bangladesh e commercializzati a prezzi che sarebbero comprensibili se a cucirli fossero stati dei neurochirurghi svizzeri ("bisturi!" - "filo da sutura!"). L'unica cosa che li distingue da quelli in vendita sulle bancarelle del mercato è il fatto che siano "firmati". E l'unica caratteristica che distingue un capo di abbigliamento "firmato" da uno "non firmato" è il prezzo. Discorsi sulla "qualità", o peggio sulla "esclusività" (di un prodotto fabbricato in grande serie, figuratevi) non reggono ormai nemmeno per i fanatici della firma. L'unico "fascino" del marchio mi sembra palesemente questo: è brutto, è caro, ma io sono schifosamente ricco e voglio farlo vedere a tutti. La "liberalizzazione" che nello slogan riportato sul sacchetto dovrebbe significare "te lo puoi permettere anche se sei un morto di fame" va contro questa logica. E i posti dove si ritrovano i fanatici della firma, che non hanno alcun ritegno a dichiarare "con le scarpe da tennis (pardon, sneakers) non ti faccio entrare, ma se sono quelle che costano almeno duecento euro sì" sono in grave pericolo. Vado da "Liberalizziamo il lusso", le pago 199,90 e mi infiltro. State attenti e richiedete l'esibizione dello scontrino comprovante l'acquisto a prezzo pieno.

giovedì 17 gennaio 2008

Ricorrenze: Carbonara day

Finalmente si festeggia. Oggi, 17 gennaio, è la Giornata Mondiale della Carbonara. Un piatto a base di tutto quanto fa schifo a salutisti, vegetariani e teorici della mezza porzione. Non ho trovato una foto adatta a rappresentare la carbonara come la mangio io, ovvero mezzo chilo di spaghi nel marmittone (i fotografi specializzati in gastronomia sono tutti teorici della mezza porzione). Un'orgia succulenta che gli spaghi, grazie alla loro conformazione a frusta (se mangiati con la giusta foga animale) schizzano in tutte le direzioni. Consigliato il total look muratore, indispensabile la canottiera a costine. Ma lasciamo la parola a un'addetta ai lavori, che in esclusiva per Acne di Zanzara vi regala la ricetta degli Spaghetti alla Carbonara, come li fa lei (essendo ricetta popolare si presta a infinite varianti: questo sito può soddisfare le vostre curiosità più inconfessabili).

INGREDIENTI (per 4, se avete il Fuco a cena bastano solo per 2)

Importante: la ricetta originale prevede guanciale e pecorino, io però li sostituisco con pancetta affumicata e parmigiano. Mia mamma non è romana e l'ho imparata così. Le dosi sono indicative: se vi piace molto cremosa mettete 4 uova, altrimenti 3. Anche pepe e formaggio vanno a gusto

200 gr. di guanciale o pancetta affumicata
350/400 gr. di spaghetti
2 cucchiai di olio
3/4 uova
2 cucchiai di latte (facoltativi)
pepe
pecorino o parmigiano q.b.

ESECUZIONE

Mentre scaldate l'acqua per la pasta, tagliate a dadini la pancetta (dopo aver eliminato la cotenna) e adagiatela in un padellino antiaderente (1) in cui avrete fatto scaldare l'olio. Lasciate cuocere finchè il grasso diventa trasparente e la parte rossa leggermente croccante. Togliete dal fuoco e lasciate raffreddare. Ora, in una zuppiera capiente, sbattete bene le uova (2) (2 tuorli e 1 intero, oppure 3 tuorli e 1 intero) con il latte, una macinata di pepe e abbondante parmigiano. Aggiungete la pancetta. Quando la pasta sarà cotta (3), versatela immediatamente sulle uova, se necessario aggiungete altro parmigiano (per addensare) e pepe. Le dosi per questa ricetta vanno molto a occhio: un mio amico la mangiava "grondante uova", un altro la preferiva quasi secca, con pochissimo uovo.


Alcune spiegazioni per i più incapaci:

(1) Se il vostro squallido angolo cottura è sprovvisto di padellino antiaderente potete tranquillamente usarne uno aderente, avendo l'accortezza di mescolare la pancetta col cucchiaio di legno, se no si attacca.

(2) Rompere le uova e separare il tuorlo dall'albume può essere un dramma. Comprate un pacco da 12. Youtube vi spiega per filo e per segno come fare. Se poi avete delle velleità artistiche potete provare a copiare questi.

(3) Assaggiate. Se sembra cotta, è cotta. Metodo infallibile: tirate uno spaghetto sul soffitto. Se resta attaccato è cotto.

Alla faccia della nouvelle cuisine.

mercoledì 16 gennaio 2008

To Live

Un altro personaggio da citare nell'ideale Enciclopedia dell'Ignoranza. Martin Rev, metà dei Suicide insieme ad Alan Vega (credo sia la band per la quale è stato inventato l'orrendo termine "seminale"), non è ignorante per nascita, ma per perseveranza. Dopo trent'anni di carriera fa esattamente la stessa musica che faceva nel 1977. Non è nemmeno invecchiato, al contrario del suo socio Vega, diventato il sosia di Maradona (qui Rev nel 1977, qui nel 2005 - nel frattempo deve aver rotto il primo paio di occhiali, ma pesa sempre 27 chili). E visto che con i Suicide ha esplorato i meandri del minimalismo sintetico e della ripetitività, potete immaginare quali mirabolanti novità possa racchiudere un suo disco del 2003. Ecco, sì, c'è qualche base che potrebbe aver rubato a un karaoke coreano, ma gran parte del disco è roba da eroina e guerra fredda (curiosamente stanno rimontando di brutto). Meglio lui, che ha scritto la ricetta di questo strano synth-noise-pop-rock'n'roll desolante, che i ragazzini che lo copiano. E la chiamano "electro".

MARTIN REV
TO LIVE
FILE-13 FT46 (2003)
320kbps

tracklist here
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martedì 15 gennaio 2008

I concerti del weekend

Come succede quasi sempre quando un gruppo è sulla bocca di tutti, anche in un ambiente limitato come l'underground italiano, il gruppo dal vivo delude. Mosci, stanchi, scazzati, con tre/quattro canzoni buone (ad essere gentili), il Teatro Degli Orrori mi sembra proprio che abbia perso il treno. Non credo miglioreranno in futuro, visto che la band è formata da veterani che hanno già dato il meglio di sè. Forse è stanchezza da superlavoro, fatto sta che le canzoni non ci sono (e su di loro si addensano pericolosissime ombre emo). E nonostante questo riescono a distinguersi dalla massa, restando comunque nel novero dei migliori gruppi italiani (non è difficile). La gente non capisce e li acclama lo stesso, con smodato entusiasmo.

Quel che è successo sabato invece è stato come sfogliare alcune pagine dell'Enciclopedia Dell'Ignoranza. Per comparire nella prestigiosa pubblicazione un musicista deve avere almeno una di queste caratteristiche

• canottiera

• basette lunghe mezzo metro

• pelame dove normalmente non cresce (nel caso del batterista dei Peter Pan Speedrock: sulle spalle)

• ispirarsi ai Motörhead o agli Zeke (i Peter Pan Speedrock si ispirano a entrambi)

• suonare cose facili ma bene, non essere mai stanchi, eccedere nei bis

• suonare delle drinking songs

• al basso o alla chitarra deve mancare almeno una corda (perchè non la vogliono usare, non perchè si rompe durante il concerto)

I Peter Pan Speedrock hanno tutte queste caratteristiche. Qui un loro video con un pancione clamoroso sul palco, qui un loro cartone animato con un pulcino alcolizzato, qui il filmato di Mago Mao. Non si vede un cazzo, lo so, ma questo è quanto.