lunedì 21 gennaio 2008

Non ve l'avevo detto


Non è un caso se nel corso dell'ultimo anno sono andato a vedere William Parker ben quattro volte. Questa volta oltre al fido Hamid Drake alla batteria (praticamente la sua ombra, mancava solo al Bääfest perchè non hanno cacciato abbastanza soldi) si è portato ben sei negri, per reinterpretare le canzoni di quell'altro gran negro di Curtis Mayfield (sì, quello delle colonne sonore dei film blaxploitation, sì, quello di Superfly). Uno dei sei è un monumento della controcultura americana, Amiri Baraka aka LeRoi Jones, poeta, amico dei beatniks, esponente delle Black Panthers, vecchio, storto e malfermo ma dalla voce ancora autorevole. Inutile che vi dica che sul palco questi sono tutti dei mostri, guardatevi il video e giudicate da soli. Ovvio però che un concerto previsto per le 11 di domenica mattina attiri soprattutto un pubblico di vecchie e visoni (credo di essere stato il più giovane in sala). A seguire buffet: le vecchie e i visoni hanno messo in pratica quanto appreso durante il camp estivo degli All Blacks, gettandosi a corpo morto sui salatini. Una scena orrenda.

17 commenti:

Mago Mao ha detto...

ma qualche vecchia vedova, non ti ha tampinato?

fuco ha detto...

troppo impegnate ad arraffare le tartine. meno male.

niccolo' ha detto...

Cavolo, lo devo riuscire a vedere, Parker coi suoi negri. Fa roba troppo spettacolare.

lonofri ha detto...

Scrivo una stronzata per rispondere alla tua. In sala di vecchi ne ho visti pochi, ma molti amici dei collettivi e dei centri sociali, che tu forse non frequenti. Già, perché tu, mentre straparli, frequenti i piani alti, perché le tartine mi consta che le diano ai palchi, agli invitati di lusso. A mangiare le tartine c'eri pure tu, è questo il problema. Perché ti sei seduto fra i borghesi impellicciati. Più che coon i negri ti piace stare con i negrieri...

L

lonofri ha detto...

Anzi, si vede dalla ripresa che hai fatto che eri ai palci fra gli invitati. Riprendevi fra una tartina e un souifflé, fra una tarte tatin e una zuppetta di ceci con gamberi? Bevevi Cartizze o whisky? Cazzo, che ipocrita. La prossima volta scendi fra i comuni mortali e fai meno lo snob merdosetto.

L

fuco ha detto...

x niccolò: parker viene molto spesso in italia, credo però che questo progetto sia estemporaneo, per un tour e basta, purtroppo.

x luigi onofri: "A mangiare le tartine c'eri pure tu, è questo il problema".

Infatti chi mangia le tartine non può avere diritto di parola. imbecille.

"Riprendevi fra una tartina e un souifflé, fra una tarte tatin e una zuppetta di ceci con gamberi? Bevevi Cartizze o whisky? Cazzo, che ipocrita."

non mi sembra che in platea ci siano delle panche di legno consunte dalle chiappe del proletariato. la prossima volta scatarro di sotto. imbecille.

"La prossima volta scendi fra i comuni mortali e fai meno lo snob merdosetto."

l'ho già detto, la prossima volta scatarro di sotto. sentirsi dare dello snob merdosetto è un onore, da un imbecille che altrove scrive così:

"Io amo il Davis "elettrico", che trovo anche sociologicamente geniale, cosi'
come ho imparato ad apprezzare certe sue fallosita' come strumentista e che
molto spesso assumono un rilievo poetico che nessun altro trombettista della
sua epoca, Bill Hardman incluso, e' mai riuscito a dare. D'altronde, Davis,
che piaccia o non piaccia, ha cambiato la storia della musica anche se per
merito di critici stupidi visto che naturalmente i critici intelligenti o
gli ascoltatori intelligenti sono solo quelli che danno ragione a chi si
esprime con frasi generiche piu' da amatore dilettante che da vero esperto."

ma stai zitto per sempre, imbecille. e dai dello snob a me. io ascolto musica, non mi faccio le seghe. e ricordati che per vedere william parker hai dato dei soldi a berlusconi. visto che sei comunista dei centri sociali e dei collettivi che io non frequento, dovrebbe importarti. imbecille. "sociologicamente geniale", uah uah uah! "ho imparato ad apprezzare certe sue fallosita' come strumentista", ih ih ih! IM-BE-CIL-LE!!!!

Zorba il Greco ha detto...

Tra la vedere la "rilevanza sociologica" del solo Davis elettrico e' sintomo di ottusita' e chiusita' e del budello di tu' ma', nonche' di un fatto ben peggiore: di essersi formato coi mantra della cvitica 68inista.

lonofri ha detto...

Scusami, fascistello. I soldi a Berlusconi li hai dati soprattutto tu, in mezzo ai riccastri dei palchi. O, peggio, sei stato invitato? Se sei stato invitato ci deve essere stata una ragione. A me Berlusconi non mi invita. E allora sputi pure su quel piatto? Se non sei stato invitato potevi non andare ai palchi e venire fra i comuni mortali. Non eravamo vecchi e certamente abbiamo capito più di te, fascistello stronzo che parli di "negri" come quella merdina fascio-razzista che sei, con i tuoi video spiattellati che rubi ai musicisti, bravo pezzettino di merda. Prova a dirlo ad Amiri Baraka che ti sei fatto un bel filmetto di una decina di minuti, senza il permesso di nessuno, senza pagare agli artisti alcun diritto, ladro merdosetto, e che lo hai messo a sua insaputa in giro, da vero ladro fascista che pensa di poter usare le idee degli altri come meglio crede fra una tartina e l'altra mentre fingevi di disprezzare chi era come te. Sei proprio un fesso che gronda merda degna della Fiamma Tricolore. Parli dei "negri" tu, che li derubi facendo pure finta di fare l'intellettuale. Non solo di Davis non sai e non hai capito nulla ma non sai altro che fare il fighetto con la cinepresa. A danno dei musicista, merdina che non sei altro. Hai rubato la musica di Parker e ti sei ingozzato di tartine con quelli che tanto fingi di disprezzare. La prossima volta, pezzo di merda fascista, scendi in platea, dove non servono tartine e dove se i musicisti ti beccano a fottere la loro musica ti prendono pure a pedate nel culo. Meglio che te ne stai a mangiare tartine e a fare i commenti da borghesuccio che si fa pulire il culetto sporco da mamma. Ciao, pezzo di coglione ladro.

L

Norma Desmond ha detto...

Ma chi è 'sta testa di minchia di vetero-catto-comunista che ti taccia di fascismo? Se c'è un antifascista sei tu. Che poi, ancora con i collettivi? Borghesuccio a te che, da quando Berlusconi ha comprato il Milan, per protesta non sei più andato allo stadio? Gliel'hai detto che sei praticamente cresciuto al Leo vecchio? E io pure, e questo è il motivo per cui adesso sono razzista. E aggiungo una cosa: hanno rotto il cazzo con il Chapas. Non l'ha citato, ma sono sicura che sia uno di quelli che fanno le cene sociali per il Chapas (tipologia classica), peccato che poi non si accorgano che in Italia c'è gente che muore di fame. Ma poi, gliel'hai detto che al Manzoni ci sei andato per lavoro? E mi pare sia l'unico ad avere completamente frainteso il significato del post.

kindsaluv ha detto...

ma bastava dirgli al luigino che le tartine erano eque e solidali e tutto cambiava

Norma Desmond ha detto...

A parte il fatto che i biglietti per gli Aperitivi in concerto costano 12/8 euro...voglio dire, non sarà che Il Comunista non sapeva del buffet? Mi pare strano che chi paga 12 euro abbia diritto a mangiare a sbafo...in ogni caso non parliamo di biglietti che costano 100 euro contro 8...tra 12 e 8 sono 4 euro di differenza...

lonofri ha detto...

Pure per lavoro c'è andato il fascistello? E che lavoro fa, lo stronzetto? C'è andato per servire il padrone Berlusca? Ecco perché stava ai palchi da invitato del padrone, a mangiarsi tartine e a discettare dei "negri". E poi mi dici che non è un fascistello di merda? E tu che cazzo ne sai del Leoncavallo? Ci sei cresciuto? Nei cessi, forse, si sapeva che avevano bisogno di una ripulita. Abbiamo capito tutto, il tuo amichetto che parla di negri è stato invitato: che bello. Ed è pure così stronzo che parla male persino di chi lo invita. Vuole distinguersi? Vuole fare finta di non appartenere alle ruote di scorta del padrone? O si vergogna, questo ladruncolo della musica dei negri. Che lavoro fa, sentiamolo, il fascistello ai palchi che pontifica sulle tartine e ruba musica e immagini agli artisti. Il Chiapas? A pedate nel culo vi prenderebbero con la vostra spocchia da finti intellettualini borghesucci. Dimmi che lavoro fa il nostro amichetto, su... Il giornalista per Berlusconi? Adesso mi dirai che fa pure il critico per i giornali di Berlusconi. Scrive sul Giornale o su Libero? Ma non spacciate stronzate. Eravate lì per mangiare al desco del padrone. E poi fate pure gli schizzinosi a proposito dei vostri pari.

L

Norma Desmond ha detto...

Io non c'ero, comunque come mi commenti il fatto che i biglietti costano da 12 a 8 euro? Non sarà che sei TU A NON ESSERTI ACCORTO DEL BUFFET? E se 1.000 euro al mese li chiami stipendio da borghesuccio, be', hai ragione...nel senso che di certo non consentono di fare una vita borghese, ma piuttosto ai limiti della miseria. E per tua informazione, al Leo vecchio ci passavo le giornate, andavo a tutte le manifestazioni. Ho cambiato idea sui centri sociali quando mi hanno proibito, nel 1998, di entrare in Pergola perchè avevo il cappotto nero. Era l'unico che avessi e faceva freddo. Ti basta? Il colore, per inciso, era nero in quanto meno sporchevole. Sai com'è, i cappotti che costano poco sono grigi o neri, non in 20 nuances. Grigio era finito. Ma forse tu sei abituato alla gamma infinita di colori delle Lacoste. Comunque, in conclusione: non ho capito una cosa, dove le vedi le critiche? A me sembra un post divertente, si dice solo che, come sempre quando c'è un buffet, tutti, ricchi o poveri, ci si buttano. In quanto al "negri", dovresti sapere che parlando di musica, è universalmente accettato che "negro" va a individuare un certo, ottimo modo di fare musica, usato dai neri stessi. Ripigliati, va'

GMG ha detto...

Vengo a conoscenza di questo curioso "dibattito". Mi pare ideologicamente esagerato. Nel bene o nel male è una questione di tartine? Scherzandoci su (non vedo altra possibilità, francamente), confesso di non disdegnare alcun tipo di aperitivo (sebbene, ahimé, lavorando in palcoscenico rimango, la domenica, sempre a bocca asciutta e a stomaco vuoto). L'abitudine esistente al Teatro Manzoni, perciò, non mi urta; anzi, come accadeva un tempo, agli esordi della stagione, la estenderei a tutti i presenti in teatro: è questione, però, che attiene a un budget non proprio ampio e, comunque, non dipende da me. Ciò detto, credo che certe agitazioni "alimentari" non meritino cotanta polemica post-ideologica. Posso dire che, francamente, in sala, com'è giusto che sia, vi era un pubblico misto: chi era lì per la musica, chi era lì per Baraka, chi era lì per abitudine, chi era lì magari pure per caso, chi era giovane e chi no. Non credo sia un punto qualificante. Peraltro, mi spiace contraddire il titolare del blog (che, mi pare di aver capito, è un giornalista), ma il flusso di pubblico, a Milano, ha relativamente a che vedere con l'orario, specie in una città dove la gestione culturale non è proprio nella sua fase più brillante e dove la crisi economica comincia a farsi sentire di fronte a una domanda e ad un'offerta che mostrano segni di squilibrio. Viste le ovazioni ricevute da Parker e gli altri, in una sala più che esaurita, direi comunque che persino i signori più attempati e meglio vestiti abbiano gradito. Vogliamo sottilizzare ulteriormente? E' possibile, certo. Reputo però che certi lavori musicali lascino sempre e comunque un segno, anche in coloro che magari non percepiscono o non condividono.
Detto questo, lascio il campo alla diatriba alimentare.
Un caro saluto,

Gianni Morelenbaum Gualberto
Direttore Artistico
"Aperitivo in Concerto"

Norma Desmond ha detto...

Vorrei aggiungere un'ultima considerazione: mi pare che la questione della qualità musicale fosse fuori discussione, purtroppo tutta la polemica è nata a causa di una persona che non ha assolutamente capito il significato del post. Il titolare del blog è tornato a casa entusiasta del concerto. E rimarcherei che, in una Milano in cui il costo dei concerti è davvero esagerato, quelli del Manzoni riescono a mantenere prezzi popolari e alta qualità. Che poi si debba ridurre tutto a una guerra ideologica di tartine è in effetti piuttosto squallido

fuco ha detto...

caro gianni, la polemica non esiste. se l'è inventata il sig. onofri. ho trovato curiosa (e positiva) la presenza di numerose signore anziane che sembravano sinceramente interessate al concerto. cose che succedono solo la mattina al manzoni. il discorso dell'affollamento al buffet è un po' verità e un po' battuta, mi ha fatto sorridere vedere queste distinte signore che a momenti si accapigliavano per un piattino. come ricordo l'anno scorso, al concerto di John Zorn con Mike Patton ("Moonchild") un altro signore in età da pensione commentare: "davvero bravo questo cantante. voglio tutti i suoi dischi!". secondo me è proprio l'orario inconsueto a radunare in teatro un pubblico più eterogeneo rispetto a quello dei concerti che frequento di solito. e questa è un'ottima cosa. solo il sig. onofri ha colto non so quale vena di snobismo nelle mie parole, e ha preso a insultarmi inventandosi delle cose che probabilmente esistono solo nella sua mente disturbata. intanto colgo l'occasione per farti i complimenti per i concerti davvero degni di nota che avete in programma e spero di conoscerti personalmente in una delle prossime occasioni in cui verrò al manzoni.

GMG ha detto...

Neanche dire che possa invitarti per qualche tartina: quando arrivo ai palchi, dopo il concerto, non trovo neanche i resti di quelli che furono e mi sento un po' come Leonida alle Termopili.
Ti ringrazio per le gentili parole: si fa ciò che si può.
E' vero che verso le 13 i morsi della fame hanno già da tempo la loro comparsa. D'altronde, dico sempre che a Milano è impossibile avere una standing ovation, ma solo una walking ovation. Gli ultimi armonici non si sono neanche spenti che già braccia avide e spalle protese cercano cappotti, sciarpe, pellicce, giubbotti, eskimo e quant'altro...
A presto,

Gianni Morelenbaum Gualberto